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Un sarto in classe

È iniziata ieri la seconda annualità di un percorso di formazione dedicato a due classi dell’IISS Majorana di Martina Franca del settore artigianato, indirizzo moda. Fortemente voluto dalla dirigente Anna Caroli, e grazie al lavoro di relazioni dell’assessore alle Attività Produttive Bruno Maggi e a quello del delegato di Martina Franca di Confindustria Martino Filomena, per tre ore a settimana il giovane sarto Andrea Franchini offre la propria competenza a scuola, dove insegna l’abc della sartoria. Una trentina di ragazzi e ragazze che imparano a cucire, da zero, i capi di abbigliamento: l’anno scorso pantaloni, quest’anno invece un gilet.

“Il percorso è stato ideato per avvicinare i giovani al mondo della produzione” spiega Martino Filomena, “per colmare quel gap che c’è tra la formazione e l’impresa. Confindustria ha messo a disposizione i propri contatti ma anche alcune macchine con le quali si opera oggi a scuola”. Sebbene Martina Franca sia stata, e per certi versi lo è ancora, un polo d’eccellenza per la moda maschile, questa tradizione industriale non è riuscita a valicare i confini delle imprese e diventare cultura comune, anche nelle scuole. Il progetto di cui è protagonista per il secondo anno l’istituto Majorana ha come obiettivo proprio quello di coltivare la cultura del lavoro “per creare buoni sarti e magari bravi imprenditori”, con- clude Filomena.

L’assessore Maggi condivide il pensiero e si è messo a disposizione affinché il progetto andasse a buon fine: “Andrea Franchini e la sua esperienza può essere un esempio, perché ha fatto della sua passione un mestiere, e ha aperto la sua bottega nel centro storico di Martina Franca”. Un valore doppio, quindi, perché il suo lavoro valorizza e innova la tradizione locale e contribuisce alla vita della città vecchia. L’esperienza del Majorana può sembrare poca cosa rispetto alle sfide che la città si sta ponendo verso il fu- turo, eppure finora non si ha conoscenza del tentativo di istituzionalizzare un rapporto tra le scuole e le imprese locali, attraverso progetti che coinvolgano più attori e che possono trasformarsi anche in opportunità per gli studenti. Ben quattro di coloro che hanno frequentato il corso di Fran- chini durante lo scorso anno scolastico hanno fatto un’esperienza estiva nella sua bottega, “e siamo in contatto con le imprese della città perché ven- ga valorizzato questo percorso”, conclude Filomena.

Un percorso che avrebbe potuto trasformarsi in qualcosa di più strategico per lo sviluppo di Martina Franca se il progetto dell’Its per la moda non fosse momentaneamente naufragato davanti ad una commissione regionale, da cui si attendono ancora spiegazioni.

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