Stati generali dell’economia. Perché non puntare sul welfare aziendale?

di Claudio Cavaliere

Dopo aver letto attentamente la documentazione a supporto del Piano di Sviluppo economico e territoriale di Martina Franca e facendo seguito all’intervento che feci lo scorso 11 febbraio nel corso dell’evento online, mi piacerebbe dare il mio contributo, attingendo a quelle che sono le mie competenze in materia di Innovazione Organizzativa aziendale, in particolare, riferita alla Gestione delle Persone che vi lavorano e come le organizzazioni aziendali possano interagire proattivamente con il Territorio.

A questo proposito, volendo fare una premessa, mi sento di sostenere che, all’interno di un processo di connessione e di contaminazione tra pubblico e privato, il rapporto possa essere sviluppato in maniera reciproca e, soprattutto, vantaggiosa per entrambi (WIN – WIN). Insomma, parafrasando, le Imprese dovrebbero chiedersi non solo “cosa può fare il tuo Territorio per te”, ma anche “cosa puoi fare tu Impresa per il tuo Territorio”. In una swot analysis dove il territorio in cui l’impresa opera viene fatto rientrare (come dinamica indipendente dalle azioni che l’impresa stessa può compiere) tra le “opportunità” o, viceversa, tra le “minacce”, introdurre sistemi di sussidiarietà da parte delle imprese, può far sì che le imprese stesse siano artefici in positivo di tali “opportunità” o, in negativo, di tali “minacce” e non solo, quindi, soggetti passivi del dispiegarsi delle politiche amministrative.

Il sistema sarebbe quello della implementazione di modelli di Welfare Aziendale in connessione con le esigenze e le opportunità del Territorio (e che, quindi, possano evolversi in Welfare Territoriale), in modo tale che i possibili sistemi retributivi alternativi incidano positivamente nel contesto sociale in cui l’Impresa opera e nello stesso tempo, rappresentino per essa una forma di innovazione organizzativa, di modello virtuoso della gestione delle risorse umane, nonché di regolazione del costo del lavoro. A tal proposito, fa da guida il TUIR (Testo Unico delle Imposte sui Redditi) con gli artt. 51 comma 2 (in particolare punti “f”, “f bis” e “f ter”) e 100. Non è il caso, in questo momento, che mi dilunghi tanto, ma, sintetizzando al massimo, il Welfare aziendale potrebbe esprimersi in forme retributive che riguardino la mobilità dei lavoratori, l’assistenza alle lavoratrici madri, l’assistenza agli anziani, le attività ludico-ricreative, le attività culturali. Tutti interventi che, messi in relazione con i servizi offerti sul territorio, potrebbero avere un benefico effetto sulla vita degli abitanti e sullo sviluppo delle Imprese locali e, in particolare, delle Associazioni del Terzo Settore.

L’incentivazione di tali azioni potrebbe andare dalla Formazione agli Imprenditori, allo studio di fattibilità, alla implementazione delle azioni e coinvolgere anche eventuali Banche di Credito Cooperativo che, tra i principi cardine della loro attività, hanno anche la promozione di azioni volte allo sviluppo e al benessere del Territorio in cui operano.

Ovviamente, resto a disposizione per qualunque approfondimento che, per motivi di opportunità (mi sarei dilungato eccessivamente), non ho potuto qui riportare.

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