Stati generali dell’Economia. Le proposte di Visione Comune

  • Rendere gli obiettivi in linea con gli obiettivi dell’Agenda 2030 con attenzione non solo alla crescita ma anche alla qualità degli obiettivi, misurabili attraverso il BES (benessere equo e sostenibile), un indice per valutare il progresso di una società non solo dal punto di vista economico, ma anche sociale e ambientale.
    1. Definiremmo il Piano: Piano per lo Sviluppo Sostenibile
    2. Educare alla cultura della sostenibilità: le analisi socio-economiche mostrano come la crisi dell’economia tradizionale e l’esigenza di rilancio della produttività passano inevitabilmente attraverso la capacità di innovare in senso green e ciò pone il sistema educativo nel suo complesso, in primis le scuole e le agenzie di formazione professionale, di fronte alla necessità di ripensare l’offerta formativa nel dialogo con il mondo economico e produttivo: avvicinare la domanda e l’offerta formativa della green economy, nella prospettiva di produrre nuovo lavoro, innovare quello tradizionale, implementare la coesione delle comunità e lo sviluppo sostenibile dei territori. Le vocazioni del territorio non vanno messe da parte ma vanno rese sostenibili.
    3. Nel settore tessile mettere l’accento sulle nuove produzioni (prodotti naturali), accorciare la filiera il più possibile, evitando fenomeni di dumping, dare spazio al tessile sostenibile, in grado di configurarsi come veicolo di progresso e innovazione, tutela ambientale, valorizzazione del territorio e delle sue risorse naturali, sostegno del mestiere artigiano, fino alla piena soddisfazione dell’utente finale.
    4. Essere all’interno del Piano PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza): lo strumento per cogliere la grande occasione del Next Generation EU e rendere l’Italia un Paese più equo, verde e inclusivo, con un’economia più competitiva, dinamica e innovativa. Un insieme di azioni e interventi disegnati per superare l’impatto economico e sociale della pandemia e costruire un’Italia nuova, intervenendo sui suoi nodi strutturali e dotandola degli strumenti necessari per affrontare le sfide ambientali, tecnologiche e sociali del nostro tempo e del futuro.
    5. Nel settore agroalimentare distinguersi nel processo del riciclo
    6. Eliminare le diseguaglianze: digitalizzazione della zona industriale, 5G per l’agro, FTTH per il centro storico e il resto della città, eliminare i blocchi burocratici che ostacolano gli investimenti, portare l’economia della cultura in periferia, nelle contrade.
    7. Grande attenzione alla Mobilità sostenibile
  • Prevedere un piano di rilancio per la ripresa, facendoci trovare pronti quando arriveranno i fondi del Recovery Fund
  1. Molta attenzione ad avere disponibilità di progetti che possano essere immediatamente finanziabili, considerando le professionalità, le competenze, le tradizioni del nostro territorio
  2. Avere disponibilità di figure istituzionali capaci di intercettare i finanziamenti
  • Settori di sviluppo
  1. Cultura
  • Programmazione degli eventi
  • Albo pubblico delle Associazioni con la “settorializzazione” degli interventi che svolgono
  • Definire quale tipologia di cultura mettere in relazione con l’economia
  • Non discriminare le varie “culture”
  • Valorizzare la “cultura dei martinesi” e la “cultura del turista”
  • Rafforzare le collaborazioni
  • Collegare e rendere sinergici i settori extralberghiero, della ristorazione, della cultura
  • Aiutare le Associazioni che si occupano di peculiarità del territorio perché diventino “attrattori”: per esempio il cavallo murgese, il capocollo, le orchidee tipiche della riserva naturale bosco delle Pianelle
  • Redigere un patto territoriale relativamente al Piano Integrato di Paesaggio dei Comuni di Martina Franca, Noci e Alberobello: Zoccoli di pietra
  1. Tessile / Moda
  • Demografia delle aziende per rilevare le tendenze di tutto il sistema
  • Ripensare la filiera con l’introduzione del digitale
  • Valutazione globale dei progetti, non considerando solo l’aspetto economico
  • Intervento sistemico, attraverso strumenti e tecnologie ora disponibili, per proiettare le produzioni nei mercati nazionale ed internazionale
  1. Agroalimentare / Enogastronomico
  • Realizzare iniziative volte ad esprimere pienamente il valore e la dignità del settore agroalimentare, migliorando i livelli qualitativi e rendendo evidente il suo ruolo chiave per la tutela dell’ambiente, del territorio, delle tradizioni e della cultura, della salute, della sicurezza alimentare, dell’equità, dell’accesso al cibo a un giusto prezzo, dell’aggregazione sociale e del lavoro (Campagna amica)
  • Protocollo enogastronomico Ho.Re.Ca. Polignano – Martina – Grottaglie
  • Sensibilizzazione al consumo di alcolici e superalcolici nel centro storico per evitare le chiusure orarie
  • Silvicoltura
    • I boschi offrono molteplici vantaggi per la società e l’economia e sono al tempo stesso una delle principali fonti di biodiversità. Inoltre, sono una risorsa fondamentale per migliorare la qualità della vita e creare posti di lavoro.
  • Turismo
    • Approfittare del Next Generation per investimenti sulle strade/infrastrutture, sull’alta velocità, sull’Hub di Grottaglie
    • Accogliere dal Nord Europa turisti che non hanno ancora esplorato il nostro territorio
    • Parlare di paesaggio enogastronomico (es. le langhe torinesi)
    • Prevedere turismo lento e tour storici delle peculiarità del territorio (masserie, trulli, allevamenti, mercato del mercoledì, centro storico)
    • App e Sito internet per mettere insieme tutti i servizi territoriali di tipo turistico, valorizzando i servizi già presenti sul territorio (le Agenzie di viaggio hanno l’esigenza di riempire i tempi dei turisti che arrivano sul territorio)
  • Sport
    • inteso come “economia”: palazzetto e nuovo stadio, con le caratteristiche per ospitare varie discipline sportive a livello agonistico, possono diventare attrattori turistici
  • Formazione
  1. Considerare la scuola e la formazione professionale come luoghi privilegiati di costruzione di competenza per le nuove generazioni, adeguando i percorsi di insegnamento – apprendimento alle esigenze territoriali ed organizzative, in modo da rispondere in modo efficace ai fabbisogni formativi degli studenti e al loro futuro
  2. Realizzare una interazione proficua tra istruzione, formazione, sistema produttivo, istituzioni di governo e altri soggetti del territorio
  3. Attivare percorsi di apprendimento territoriale che includano esperienze di alternanza scuola-lavoro (al momento presentano difficoltà oggettive), studi sul campo, progettazioni partecipate, esperienze di cittadinanza attiva
  4. Attivare possibilità concrete di incontro tra aziende e studenti
  5. Coinvolgere la provincia per migliorare la qualità laboratoriale formativa avviando un Piano formativo strategico, in linea con le esigenze del territorio, che curi al meglio la parte accademica degli Istituti Tecnici Superiori per il Turismo e per la Moda
  6. Interessare le Università e gli Enti di ricerca, con un approccio multidisciplinare, a dialogare con la scuola e la formazione professionale, accelerando i processi di innovazione e fornendo le conoscenze utili per l’orientamento
  7. Avvicinare i giovani all’artigianato (del legno, della pietra, per esempio): scuola di arti e mestieri… anche da “far vedere”
  8. Prevedere per i giovani luoghi di aggregazione per sviluppare i loro interessi e le proprie competenze: Centri di animazione giovanile e laboratori come il FabLab di Milano: luoghi del tempo libero “intelligente” “civico” e “culturale” dove dare la possibilità ai ragazzi di dare sfogo alla propria creatività, (ad esempio la street art, la musica, con possibilità di suonare e registrare, la web radio e la web tv, con la possibilità di fare programmi radiofonici o tv, produrre video), luoghi dove anche i più giovani possano avvicinarsi e provare a stampare un oggetto con una stampante 3d o a programmare un minirobot, facendo scoccare qualche scintilla che potrebbe condizionare la vita degli stessi. Centri dove vengano facilitati lo scambio di idee e la nascita di nuovi progetti.
  9. Prevedere luoghi/incubatori di impresa per il mondo del tessile/abbigliamento, spazi per mettere in comunicazione gli studenti con le aziende, gli artigiani con le imprese.
  10. Promuovere la mobilità formativa all’estero dei nostri ragazzi per sviluppare competenze

4) Centro storico

  1. Occorre stabilire le coordinate per un piano di recupero
  2. Elemento nevralgico per lo sviluppo della città
  3. Vetrina della città (possono essere riconosciute tutte le peculiarità del territorio)

5) Altre Azioni

  1. Legare il Piano per lo Sviluppo sostenibile al PUG
  2. OSSERVATORIO PERMANENTE collegato ad un COMITATO “OPERATIVO” PERMANENTE. Occorre investire sulla qualità e la motivazione forte delle competenze impegnate!
  3. Sistema di servizi attorno a giovani e donne (servizi all’infanzia, asili nido, scuola a tempo pieno)
  4. Attenzione alla comunicazione come strumento di informazione
  5. Martina Franca ha un vasto territorio con mille risorse: strutture comunali da valorizzare e spazi importanti nell’agro da recuperare

Mettere in rete le risorse del nostro territorio (le competenze di nostri giovani, la qualità dei nostri artigiani, le abilità delle nostre maestranza e dei nostri imprenditori unitamente al barocco, le aree naturali e di rilievo paesaggistico come la Valle d’Itria, il Bosco delle Pianelle, il Parco Ortolini, le antiche Masserie) con le Infrastrutture (gli aeroporti di Bari e Brindisi e le Ferrovie) rappresenta una sfida che i cittadini di Martina Franca devono necessariamente affrontare con le altre città e territori vicini.

Per costruire un progetto urbano multifunzionale nel quale, tutti insieme, i Comuni della Valle d’Itria si sentano motivati e collaborativi, cooperando per ridefinire la dimensione demografica, i fattori attrattivi, l’offerta commerciale della grande distribuzione, i grandi luoghi di aggregazione, le infrastrutture e i servizi di trasporto, per costruire un’unica identità comune che, pur articolata nella sua ampia diffusione territoriale, valorizzi l’immagine di una città operosa, dinamica e soprattutto attraente per qualità della vita.

“Bisogna far uscire i ragazzi dalla scuola, questo il ruolo, con la capacità di immaginare un mondo diverso da quello consegnato a loro e non solo essere bravi a inserirsi in caselle già disegnate.

Immaginare, scegliere, inventare delle parole nuove per dare forma nuova al mondo. Liberarlo dalle parole in cui è stato costretto.”

  1. Bajani, La scuola non serve a niente, 2014

Questo è un invito rivolto a ciascuno di noi… occorre creatività, occorre che cooperiamo e facciamo le cose insieme per creare il nuovo futuro… nella cosa pubblica non più solo per prendere ma per dare…

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